Glossario

A

  • Abbacchiatura: Metodo di raccolta, per esempio delle olive e delle noci, consistente nel far cadere i frutti, battendo le piante con bastoni.
  • Acaricida: sostanza usata nella lotta contro gli acari.
  • Acaro: animale di piccole dimensioni, simile a un insetto, ma dotato di 4 paia di zampe, con capo e torace fusi insieme.
  • Acaule, pianta: dotata di nodi assai ravvicinati, in modo che le foglie sembrano inserite tutte nello stesso punto e formano una rosetta.
  • Accartocciamento: malformazione della lamina fogliare che risulta increspata, bollosa e accartocciata per irregolare e disforme accrescimento dei tessuti.
  • Accecamento delle gemme: soppressione di alcune gemme o occhi che vengono asportate dal ramo per evitare l'eccessivo rigoglio vegetativo delle piante.
  • Accestimento: fenomeno per cui, dalla porzione basale del culmo delle graminacee, compaiono dei germogli, capaci di dare nuove piante.
  • Acervuli: è un piccolo corpo fruttifero asessuato che erutta attraverso l'epidermide delle piante ospiti parassitizzate da funghi mitosporici dell'ordine delle forme Melanconiales. Ha la forma di un piccolo cuscino in fondo al quale si formano brevi conidiofori affollati
  • Achènio: frutto secco, indeiscente, contenente un solo seme, con tegumenti cuoiosi non aderenti al seme stesso.
  • Acidità: anormale composizione del terreno, sintomo di dilavamento, in seguito ad abbondanti precipitazioni, o di insufficiente demolizione dei residui vegetali. I terreni fortemente acidi sono poveri e adatti a poche colture.
  • Acinellatura: Fenomeno per cui in un grappolo d'uva accanto ad acini normali se ne trovano altri di dimensioni molto ridotte. Si distinguono un'acinellatura dolce e un'acinellatura verde.
  • Acquaio: Solco profondo che si traccia con l'aratro o con la vanga dopo la semina, trasversalmente alla lunghezza del campo, per raccogliere le acque di scolo e versarle nei canali collettori.
  • Acuprico, prodotto: anticrittogamico non contenente rame.
  • Addome: parte posteriore del corpo degli insetti.
  • Affinamento: complesso di operazioni avente lo scopo di ridurre in particelle minute le zolle formate dall'aratura o vangatura.
  • Affrancamento: emissione di radici al di sopra del punto di innesto.
  • Afillo: si dice di fusto o ramo che non porta foglie.
  • Agamica, moltiplicazione: consiste nel distacco di una parte della pianta, da cui si forma un nuovo individuo, simile alla pianta madre.
  • Agostamento: lignificazione dei ramoscelli, che diventano più resistenti e compatti prima del sopraggiungere dell'inverno.
  • Ala: appendice tipica di alcuni frutti, come le samare, che agevola la diffusione dei semi a opera del vento. Si dicono ali anche i petali laterali del fiore delle papilionacee e le espansioni di alcuni fusti. Appendice mobile di molti insetti, spesso espansa e percorsa da numerose nervature, che consente all'insetto di librarsi in aria.
  • Alato: si dice del fusto dotato di escrescenze o espansioni alari.
  • Albinismo: depigmentazione permanente, totale o parziale, degli organi verdi della pianta per la distruzione della clorofilla. Può manifestarsi anche nei fiori e nei frutti.
  • Alburno: parte legnosa del tronco che circonda la porzione più interna, detta cuore o durame.
  • Alcalinità: anormale composizione del terreno, legata all'eccesso di sali e di alcali. E' frequente nei climi aridi.
  • Aldrin: prodotto di sintesi, utilizzato per la lotta contro gli insetti; è tossico per l'uomo, ma non danneggia le piante. si usa per combattere gli insetti del terreno.
  • Allegagione: caduta degli organi fiorali che lasciano scoperto l'ovario ormai trasformatosi in frutticino, dopo che è avvenuta la fecondazione.
  • Alternanza di produzione: fenomeno tipico di molte piante da frutto, e in particolare dell'olivo, consistente nell'alternarsi di annate di produzione abbondante con altre di scarsa produzione.
  • Aménto: infiorescenza pendula, costituita da numerosi fiori sessili, inseriti su un asse sottile. E' sinonimo di gattino.
  • Ammendamento: correzione delle caratteristiche fisiche di un terreno, grazie all'aggiunta di notevoli quantità di sostanze diverse, come sabbia, torba o letame.
  • Ammezzimento: processo di maturazione che si verifica nei frutti, dopo la raccolta, e che porta a variazioni di colore, consistenza e sapore, rendendoli appetibili.
  • Androcèo: complesso degli organi maschili di una pianta; è formato da un numero variabile di stami.
  • Anellatura: operazione consistente nello staccare dal tronco di un albero un anello di corteccia largo quanto basta per impedire che i margini della ferita si ricongiungano.
  • Angiosperme: grandissimo raggruppamento di piante, caratterizzate dai fiori spesso appariscenti, con ovuli protetti da un ovario e semi avvolti da un frutto.
  • Annuale, pianta: che completa il suo ciclo vitale nell'arco di un anno solare.
  • Antèla: infiorescenza vagamente somigliante a una ombrella, in cui i fiori o i gruppetti di fiori esterni sono più alti di quelli interni.
  • Antenna: appendice mobile e articolata, con funzioni sensoriali, inserita sul capo di numerosi artropodi.
  • Antèra: parte dello stame, entro la quale maturano i granuli di polline.
  • Anterìdio: organo delle felci, entro il quale si formano i gameti maschili.
  • Antèsi: indica l'apertura dei boccioli fiorali.
  • Anticrittogamico: sostanza usata nella lotta contro i funghi e i batteri.
  • Antiparassitario: sostanza usata nella lotta contro i parassiti delle piante.
  • Apètalo: si dice di fiore sprovvisto di petali.
  • Apice: parte terminale di un ramo, di una radice, di una foglia o di un petalo.
  • Apodo: privo di zampe. Si dice in particolare delle larve.
  • Apparato boccale: complesso di organi che servono per l'alimentazione degli insetti.
  • Apparato boccale masticatore: apparato boccale dotato di strutture che consentono all'insetto di triturare cibi solidi.
  • Apparato boccale pungente-succhiante: apparato boccale dotato di strutture che permettono all'insetto di forare i tessuti delle piante e di succhiare la linfa.
  • Appassimento: fenomeno dovuto a carenza di acqua, che si manifesta con l'afflosciamento dei germogli e delle foglie. Si distingue un appassimento permanente, che porta alla morte della pianta, e un appassimento temporaneo, che può verificarsi nelle ore più calde della giornata.
  • Arborescente: con aspetto di albero.
  • Arbustivo: con caratteristiche di arbusto.
  • Arbusto: pianta perenne, legnosa, di dimensioni limitate, frequentemente ramificata a partire dal livello del terreno.
  • Archegonio: organo delle felci, entro il quale si formano i gameti femminili.
  • Areola: organello tipico delle piante grasse, dal quale hanno origine fiori, peli, spine, eccetera.
  • Argilloso: si dice di terreno formato da una elevata percentuale di particelle finissime; i terreni argillosi trattengono una grande quantità d'acqua, sono compatti e difficili da lavorare.
  • Arillo: involucro del seme di alcune piante, talvolta ingrossato e carnoso, cosicché può essere confuso con un frutto.
  • Arseniati: insetticidi a base di arsenico, molto tossici per l'uomo, che agiscono per ingestione.
  • Articolo: uno dei segmenti in cui si suddividono gli organi di alcune piante, in particolare di numerose cactacee.
  • Ascella: indica l'angolo formato da una foglia nel punto di inserzione su un ramo.
  • Ascospore: un ascospore è una spora contenuta in un ascus o prodotta all'interno di un ascus. Questo tipo di spora è specifico per i funghi classificati come ascomiceti.
  • Astone: pianta arborea da frutto, innestata e allevata in vivaio per un certo numero di anni, pronta per essere messa a dimora.
  • Atrofia: evidentissima riduzione dello sviluppo di un organo, spesso accompagnata da malformazioni.
  • Austorio: apparato per mezzo del quale i parassiti vegetali riescono ad assorbire la linfa dalle cellule delle piante ospiti.
  • Autofertile: si dice di una varietà di pianta, la cui fruttificazione è assicurata dal polline proveniente dai fiori della varietà stessa.
  • Autoincompatibile: si dice di varietà le cui piante sono tutte autosterili.
  • Autosemina: fenomeno per cui le piante favoriscono la diffusione spontanea dei semi e per mezzo del quale si conservano e si diffondono.
  • Autosterile: si dice di pianta i cui fiori non possono fecondarsi a vicenda.

B

  • Bacca: frutto con epicarpo sottile e con i semi immersi in una massa carnosa e succosa.
  • Baccello: frutto formato da 2 valve, che a maturità si apre lungo linee longitudinali, contenente uno o più semi. E' sinonimo di legume.
  • Bagnante: sostanza che viene aggiunta ai fitofarmaci non solubili in acqua, per accrescerne le capacità di adesione agli organi della pianta.
  • Balausta: è il frutto tipico del melograno, suddiviso in tanti loculi, ognuno dei quali contiene numerosi semi con tegumento rosso e cartilagineo, edule.
  • Bancale: lungo banco, provvisto di bordi, entro il quale si possono far radicare talee o effettuare semine in serra.
  • Barbatella: talea radicata; il termine è usato soprattutto per le talee della vite.
  • Batterio: organismo unicellulare, isolato o riunito in colonie, invisibile a occhio nudo.
  • Batteriosi: malattia dovuta a batteri.
  • Biennale, pianta: che compie il suo ciclo vitale nel corso di 2 stagioni vegetative.
  • Bifera, pianta: che può avere 2 periodi di fruttificazione nel corso dell'anno; sono piante bifere, per esempio, il lampone e il fico.
  • Bilabiato: si dice di fiore che ha la parte superiore della corolla divisa in 2 labbra.
  • Bimembre, pianta: formata da parti derivanti da 2 diverse piante, unite mediante un innesto.
  • Bizzarria: Ibrido d'innesto di cedro e di arancio amaro, che porta insieme frutti di cedro, frutti di arancio amaro e frutti misti.
  • Boccio, bocciolo: fiore non ancora schiuso.
  • Bordura: striscia più o meno ampia di piante erbacee, che recinge le aiuole o fiancheggia i viali e i sentieri.
  • Borsa: ramo fruttifero delle piante pomoidee, corto e ingrossato per l'accumulo di sostanze di riserva; su di essa possono formarsi dardi e brindilli.
  • Botrite: è un fungo della famiglia Sclerotiniaceae, parassita che attacca molte varietà di piante, anche se fra i diversi ospiti quello economicamente più rilevante è la vite (in particolare aggredisce i grappoli d'uva).
  • Brachiblasto: ramo caratterizzato da internodi molto brevi, con foglie e fiori assai ravvicinati.
  • Branca: grosso ramo delle piante fruttifere, che si origina direttamente dal tronco ed è permanente.
  • Brattea: foglia trasformata in vari modi, per assolvere particolari funzioni, come il richiamo degli insetti o la protezione di organi delicati.
  • Brindillo: rametto delle piante da frutto portante gemme a legno, tranne quella apicale, che è una gemma a frutto.
  • Bruco: stadio di sviluppo delle farfalle; ha origine direttamente dalle uova ed è indicato anche con il nome di larva.
  • Bruscare: staccare, dopo la potatura invernale, la corteccia superflua dal tronco e dai vecchi rami della vite, per favorire la formazione di corteccia nuova.
  • Bulbillo: piccolo bulbo, formato spontaneamente dalle piante bulbose e utilizzabile per la moltiplicazione agamica. Di solito si ricorre allo stesso termine anche dotate di bulbo-tuberi.
  • Bulbo: organo sotterraneo, costituito da un fusto metamorfosato e assai raccorciato, detto girello, avvolto da foglie trasformate, dette catafilli, con funzione protettiva e di riserva.
  • Bulbosa, pianta: dotata di bulbo, o, meno propriamente, di altro organo sotterraneo.
  • Bulbo-tubero: organo sotterraneo, con funzioni di riserva, formato da una parte carnosa e ingrossata, avvolta da catafilli.
  • Buttata: il buttare delle piante; germoglio.

C

  • Caducifoglia, pianta: che ogni anno, all'inizio del periodo di riposo, perde tutte le foglie.
  • Caduco: organo di breve durata.
  • Calcare: roccia di origine sedimentaria, costituita essenzialmente da carbonato di calcio.
  • Calcareo: si dice di terreno contenente elevati quantitativi di calcare.
  • Calcifuga, pianta: che cresce bene nei terreni privi di calcare.
  • Calcitazione: aggiunta di calce nei terreni argillosi, per migliorarne la struttura troppo compatta, spesso legata a carenza di calcio. Se ne impiegano circa 200 g/mq.
  • Calice: involucro esterno del fiore, formato da uno o più sepali, solitamente verdi.
  • Callo: ammasso di cellule, disposte in modo non ordinato, che si formano in corrispondenza di ferite, tagli, innesti.
  • Cambio: strato di cellule non differenziate, poste fra tessuti di diversa natura, di fondamentale importanza per la crescita dei vegetali.
  • Campanulato: si dice di fiore con corolla a forma di campana.
  • Capitozza: pianta potata assai intensamente, in modo da lasciare solo il tronco o corti monconi dei rami. Le piante capitozzate emettono numerosi germogli.
  • Capo: parte anteriore del corpo degli insetti, portante le antenne, l'apparato boccale e gli occhi.
  • Capolino: infiorescenza delle composite, formata da diversi fiori sessili, assai ravvicinati e inseriti su un ricettacolo appiattito, avvolto da brattee simulanti un calice.
  • Caprificazione: vecchia pratica agronomica, consistente nell'appendere dei rami di caprificio fra i rami del fico, per favorire la fecondazione dei fiori.
  • Capsula: frutto secco, che al momento della maturazione si apre e libera i semi. Esistono diversi tipi di capsule, che si aprono in modo differente.
  • Captano: sostanza chimica ottenuta per sintesi, utilizzata per la lotta contro i parassiti fungini, caratterizzata da bassissima tossicità.
  • Carato: il seme duro, piccolo e compresso del carrubo.
  • Carducci: germogli che si originano alla base della pianta di carciofo e che, staccati, servono per la moltiplicazione agamica della pianta stessa.
  • Carena: unione di 2 petali del fiore delle papilionacee, sagomati a forma di chiglia di nave.
  • Cariosside: frutto secco, indeiscente, con un solo seme, i cui tegumenti sono saldamente concresciuti con le pareti del frutto. E' tipico delle graminacee.
  • Carpello: è una foglia modificata con funzione riproduttiva, facente parte del fiore ed in particolare costituente il gineceo (parte del fiore composta da uno o più pistilli).
  • Cascola: caduta prematura dei frutti; si osservano soprattutto una cascola post-fiorale, subito dopo l'inizio della formazione del frutto, e una cascola preraccolta, quando i frutti sono ormai ingrossati.
  • Cassone: piccola costruzione, fissa o mobile, coperta con un telaio vetrato, usata per semine anticipate, forzature, ripicchettature e per la moltiplicazione agamica.
  • Catafillo: foglia con funzioni protettive e di riserva, tipica dei bulbi.
  • Categoria sistematica: unità di classificazione delle piante; il genere, la famiglia, la specie, per esempio, sono categorie sistematiche.
  • Caulinare, foglia: che cresce lungo il fusto.
  • Cellula: unità fondamentale degli organismi viventi, animali e vegetali.
  • Ceppaia: parte basale delle piante arboree, di solito ingrossata, sulla quale compaiono, in seguito al taglio del fusto o dei rami, numerosi germogli, detti polloni.
  • Cerambicide: comunemente detti Cerambicidi o Cerambici, sono una famiglia di insetti dell'ordine dei Coleotteri, sottordine Polyphaga, che comprende oltre 25.000 specie.
  • Cespitoso: si dice del portamento di piante,anche erbacee, con aspetto di cespuglio.
  • Cespo: gruppo di fusti dotati di un apparato radicale comune, che possono essere divisi per dare origine a più piante.
  • Cespuglio: pianta legnosa, di dimensioni ridotte, formata da diversi rami che si sviluppano da un unico punto, a livello del terreno.
  • Chioma: complesso di branche, rami e foglie delle piante legnose, soprattutto di quelle arboree.
  • Chitina: è uno dei principali componenti dell'esoscheletro degli insetti e di altri artropodi, della parete cellulare dei funghi, del perisarco degli idroidi ed è presente anche nella cuticola epidermica o in altre strutture superficiali di molti altri invertebrati. Dopo la cellulosa, la chitina è il più abbondante biopolimero presente in natura.
  • Ciazio: infiorescenza tipica delle euforbiacee, caratterizzata dall'estrema semplificazione dei fiori, racchiusi da brattee colorate.
  • Cima: infiorescenza nella quale si sviluppano per primi i fiori centrali, posti all'estremità dell'asse.
  • Cimatura: operazione di potatura, consistente nella asportazione dell'apice dei giovani germogli in vegetazione. Talvolta il termine si usa anche per indicare il raccorciamento dei rami, eseguito nel corso della potatura invernale.
  • Cirro: foglia o ramo trasformato, di aspetto filiforme e capace di attorcigliarsi a sostegni di natura diversa. Consente alle piante sprovviste di fusti eretti di arrampicarsi.
  • Cladodo: fusto o ramo trasformato, che ha assunto aspetto e funzione di una foglia.
  • Clavato: si dice di organo (per esempio di frutto) a forma di clava.
  • Clonale: si dice di selezione consistente nella scelta di uno o più individui all'interno di un gruppo di piante appartenenti allo stesso clone.
  • Clone: gruppo di piante tutte derivate da uno stesso individuo, per successive moltiplicazioni agamiche.
  • Cloroderivati organici: composti ottenuti per sintesi, contenenti cloro, usati come insetticidi. Generalmente non sono molto tossici per l'uomo e per gli animali superiori, ma sono molto persistenti, per cui possono accumularsi nell'organismo.
  • Clorofilla: pigmento di grande importanza, collegato alla fotosintesi, per mezzo del quale può avvenire la formazione di nuova sostanza organica.
  • Clorosi: ingiallimento causato dalla mancanza o dalla demolizione della clorofilla; è attribuibile a motivi diversi.
  • Colletto: zona della pianta posta fra la radice e il fusto; ha caratteristiche anatomiche intermedie fra quelle radicali e quelle del fusto.
  • Compatto: si dice di terreno le cui particelle, solitamente molto fini, sono strettamente unite fra loro. Il terreno di questo tipo è difficile da lavorare e impermeabile all'aria e all'acqua.
  • Composta: miscuglio di terriccio e sostanza organica di diversa natura, preparata secondo tecniche particolari.
  • Concime: sostanza di natura organica o inorganica, di origine naturale o fabbricata dall'uomo, che si aggiunge al terreno, per elevarne la fertilità. I concimi prodotti dall'uomo contengono quantitativi stabiliti di azoto, fosforo e potassio e sono disponibili in forma solida o liquida. E' sinonimo di fertilizzante.
  • Concresciuto: si dice di organo saldato con altri organi.
  • Conidi: I conidi o conidia sono spore fungine prodotte per sporogenesi ed utilizzate per la riproduzione asessuale, sono chiamate anche mitospore.
  • Cono: falso frutto delle conifere, formato da un asse longitudinale, sul quale sono inserite delle brattee, alla cui ascella si trovano i semi. E' sinonimo di pigna.
  • Cordone: forma di allevamento delle piante da frutto, caratterizzata da un lungo fusto verticale, obliquo od orizzontale, sul quale sono inseriti numerosi,brevi rami.
  • Cordone endocellulare: formazione caratteristica delle cellule delle viti virosate.
  • Corimbo: infiorescenza i cui fiori sono inseriti ad altezze diverse dell'asse principale, ma che, avendo peduncoli di diversa lunghezza, arrivano allo stesso livello.
  • Cornunghia: fertilizzante organico, ottenuto dai residui, sottoposti a torrefazione, delle corna e delle unghie degli animali domestici.
  • Corolla: la parte solitamente più vistosa dei fiori, formata dai petali.
  • Corona: appendice a forma di cerchio della corolla o del perigonio di alcuni fiori: per esempio del narciso.
  • Corteccia: la parte esterna del fusto e delle radici.
  • Cotiledone: foglia embrionale, che si trova, in numero di 1-2, all'interno dei semi e che ha funzioni di riserva.
  • Crisalide: stadio di sviluppo di alcuni insetti, che precede quello di insetto adulto.
  • Crittogama, pianta: non provvista di fiori, che si riproduce per mezzo di spore.
  • Culmo: fusto tipico delle graminacee, diviso in nodi e internodi, solitamente cavo, tranne che in corrispondenza dei nodi.
  • Cultivar: varietà coltivata di piante.

D

  • Dardo: corto rametto appuntito, sul quale, dopo 1-2 anni, si differenzia una gemma a fiore.
  • DDT: prodotto chimico appartenente al gruppo dei cloroderivati, utilizzato nella lotta contro gli insetti. Presenta una persistenza molto elevata e può dar luogo a fenomeni di accumulo nell'organismo dell'uomo, per cui ne è vietato l'uso sui prodotti commestibili.
  • Decidue, foglie: che cadono all'inizio della stagione di riposo.
  • Deiscente: si dice di frutto che, al momento della maturazione, si apre spontaneamente e lascia cadere i semi.
  • Deutoninfa: Uno degli stadi postlarvali degli Acari; segue alla protoninfa e si trasforma nella tritoninfa.
  • Diachenio: frutto secco, indeiscente, costituito da 2 parti, contenente un solo seme; è caratteristico delle piante appartenenti alla famiglia delle ombrellifere.
  • Dialipetala, corolla: che ha i petali del tutto staccati l'uno dall'altro.
  • Dialisepalo: si dice di calice formato da sepali staccati.
  • Diclino: si dice del fiore caratterizzato dalla presenza di uno soltanto degli apparati sessuali (stami o pistilli). E' sinonimo di unisessuale.
  • Dicumarolo: sostanza che provoca emorragie; viene usata nella preparazione di esche avvelenate per i topi.
  • Dieldrin: prodotto di sintesi, utilizzato per la lotta contro gli insetti. E' assai tossico per l'uomo, ma non arreca danni alle piante; si utilizza soprattutto per combattere gli insetti del terreno.
  • Dilavamento: azione delle acque piovane, per cui si ha un'asportazione delle sostanze minerali presenti nel terreno.
  • Disamara: frutto secco, indeiscente, formato da 2 parti provviste di un'espansione alare e contenenti ciascuna un solo seme.
  • Disco: l'insieme dei fiori tubulosi del capolino delle composite, in contrapposizione ai fiori che formano il raggio del capolino.
  • Diserbo: serie di operazioni aventi lo scopo di eliminare le erbe infestanti.
  • Distici, organi: disposti su 2 file opposte. il termine è riferito soprattutto alle foglie, inserite sui 2 lati opposti di un rametto: per esempio in alcune conifere.
  • Ditiocarbammati: gruppo di composti chimici ottenuti per sintesi, largamente utilizzati nella lotta contro i funghi. Sono poco tossici per l'uomo e gli animali superiori.
  • Doppio: si dice del fiore che presenta stami modificati e trasformati in petali, per cui il numero di questi ultimi è molto elevato e nasconde completamente gli organi sessuali.
  • Drenato: si dice di terreno reso permeabile all'acqua, grazie all'aggiunta di materiali grossolani diversi o alla costruzione di canalizzazioni sotterranee.
  • Drupa: frutto carnoso, con buccia membranosa, mesocarpo polposo ed endocarpo legnoso. L'endocarpo, che contiene il seme, è detto comunemente nocciolo.

E

  • Edule: si dice di pianta, frutto o seme commestibile.
  • Effimero: si dice di pianta, insetto o fiore di brevissima durata.
  • Efflorescenza: lieve patina che compare sulle varie parti delle piante, di origine fungina o salina.
  • Elitra: ala anteriore degli insetti coleotteri, indurita, inutile ai fini del volo e avente funzione protettiva.
  • Embrione: la parte più importante del seme, formata dall'abbozzo della giovane piantina.
  • Emiparassita, pianta: capace di effettuare la fotosintesi, ma che ricava le sostanze minerali da altre piante, per mezzo degli austori.
  • Endocarpo: la parte più interna del frutto.
  • Epicarpo: la parte più esterna del frutto, solitamente di aspetto membranoso e di notevole consistenza.
  • Epicotile: il primo internodo delle giovani piantine, compreso fra i cotiledoni e la prima foglia vera.
  • Epifita, pianta: che vive su un'altra pianta, senza parassitizzarla, ma servendosene solo come supporto.
  • Epigeo: si dice di organo che si trova fuori del terreno.
  • Eptacloro: prodotto chimico appartenente al gruppo dei cloroderivati, impiegato soprattutto per disinfettare il terreno e le sementi.
  • Erbaceo: non legnoso, di consistenza simile a quella dell'erba.
  • Ermafrodito: si dice di fiore che possiede sia gli stami, sia i pistilli, cioè sia gli apparati sessuali maschili, sia quelli femminili.
  • Esperidio: frutto a bacca, tipico degli agrumi, con epicarpo colorato e profumato per la presenza di ghiandole oleifere, mesocarpo membranoso, ricolmo di cellule succulente.
  • Esteri fosforici: composti organici, usati nella lotta contro i parassiti animali. Sono dotati di levata tossicità, ma di persistenza limitata; sono tutti molto velenosi per l'uomo.
  • Eterofillia: fenomeno per cui, sulla stessa pianta, si trovano foglie di forma e dimensioni diverse.
  • Eziolamento: imbianchimento delle piante cresciute in assenza di luce o con luce insufficiente, accompagnato da allungamento anormale degli internodi. Può essere favorito da particolari tecniche colturali, al fine di migliorare le caratteristiche di alcuni ortaggi.

F

  • Farina di ossa: fertilizzante ottenuto mediante la macinazione delle ossa degli animali; è particolarmente ricco di calcio.
  • Fascicolato: si dice di apparato radicale formato da diverse radici, tutte più o meno delle stesse dimensioni, riunite in un fascio.
  • Fauce: apertura delle corolle tubulose.
  • Fecondazione: processo di unione tra il gamete maschile e quello femminile, cui consegue la formazione di un nuovo individuo.
  • Ferbam: sostanza chimica appartenente al gruppo dei ditiocarbammati, usata nella lotta contro i funghi.
  • Fillodio: picciolo fogliare appiattito, che assume forma e funzione di foglia.
  • Fiore: complesso di organi derivati dalla trasformazione di foglie, che consentono i processi della riproduzione sessuale delle piante superiori. Comprende il perianzio, formato da calice e corolla, gli stami e i pistilli. In certi casi il perianzio può non esserci, o essere formato da una sola serie di elementi: in quest'ultimo caso si parla di perigonio.
  • Fiore femminile: fiore munito soltanto di apparato sessuale femminile, cioè del pistillo.
  • Fiore maschile: fiore munito solo di apparati sessuali maschili, cioè di stami.
  • Fioritura: fenomeno per cui compaiono e sbocciano i fiori.
  • Fitofarmaci: tutte le sostanze usate per proteggere le piante coltivate dai parassiti, animali e vegetali, e dalle erbe infestanti.
  • Fitofago: il termine fitofago fa genericamente riferimento ad un organismo che ha un rapporto trofico unilaterale a spese dei vegetali, ai quali crea un danno più o meno grave.
  • Fitoplasmi: è un patogeno delle piante, appartenente alla classe dei Mollicutes, la cui sopravvivenza è possibile solo all'interno della pianta ospite e dell'insetto vettore. I fitoplasmi sono batteri privi di parete cellulare e quindi pleomorfi.
  • Fittonante: si dice di apparato radicale formato di una o più radici robuste, dirette verso il basso, dalle quali hanno origine altre radici secondarie, di dimensioni molto minori.
  • Fittone: radice ingrossata, con andamento verticale, da cui si originano radici secondarie sottili.
  • Fluoruri: insetticidi a base di fluoro, largamente utilizzati soprattutto per la preparazione di esche avvelenate; agiscono per ingestione.
  • Foglia: uno degli organi più importanti delle piante superiori, cui sono affidate diverse funzioni fondamentali, fra cui la più importante è la fotosintesi.
  • Fogliame: il complesso delle foglie di una pianta.
  • Follicolo: frutto secco deiscente, contenente più semi, che a maturità si apre lungo una sola linea longitudinale.
  • Forma di allevamento: aspetto caratteristico, che le piante assumono in seguito alla potatura di formazione.
  • Formalina: sostanza spesso utilizzata in soluzione acquosa per la sterilizzazione del terreno.
  • Forzatura: serie di interventi e di tecniche che hanno lo scopo di anticipare la germinazione, la fioritura e la fruttificazione.
  • Fosfuro di zinco: sostanza estremamente velenosa, usata nella preparazione di esche per topi.
  • Fotosintesi: processo importantissimo, tipico delle piante verdi dotate di clorofilla, per cui avviene la trasformazione dell'energia luminosa in energia chimica, che permette la formazione, o sintesi, di composti organici complessi (zuccheri), partendo da sostanze inorganiche semplici (acqua e anidride carbonica).
  • Franco: si dice di portinnesto derivato dalla germinazione di un seme.
  • Fronda: ramo dotato di foglie. Con questo termine si indicano anche le foglie delle felci.
  • Frutticino: frutto di piccole dimensioni, in corso di formazione.
  • Frutto: deriva dalla trasformazione e dall'ingrossamento dell'ovario, che avvengono parallelamente alla formazione dei semi. Nel linguaggio comune, con questo nome si indicano anche gli aggregati di più frutti, o infruttescenze, e i falsi frutti, come il pomo, che hanno origine dall'ingrossamento del ricettacolo fiorale.
  • Frutto carnoso: frutto con mesocarpo polposo, molto sviluppato.
  • Frutto secco: frutto con epicarpo, mesocarpo ed endocarpo sottili, saldati insieme e molto consistenti.
  • Fungicida: sostanza usata nella lotta contro i funghi.
  • Fungo: organismo vegetale privo di clorofilla, che può vivere come parassita o come saprofita.
  • Fusto: organo fondamentale delle felci e delle piante dotate di fiori, con funzioni di sostegno, di conduzione, di riserva e talvolta di fotosintesi.

G

  • Galbulo: falso frutto del ginepro e di altre conifere, detto anche bacca o coccola.
  • Galla: voluminosa malformazione, che compare sulle piante in seguito alle punture di insetti.
  • Gametangio: organo che produce i gameti.
  • Gamete: cellula che, per unione con un altro gamete, dà origine a un nuovo individuo. L'unione dei 2 gameti, detta gamia, è il processo fondamentale della riproduzione sessuale.
  • Gammaesano: particolare tipo di esaclorocicloesano (E.C.E.), appartenente al gruppo dei cloroderivati organici, con proprietà simili a quelle del DDT. Ha il difetto di conferire alle sostanze trattate odori e sapori sgradevoli.
  • Gamopetala, corolla: che ha i petali del tutto o in parte saldati fra loro.
  • Gamosepalo: si dice del calice che ha i sepali del tutto o in parte saldati fra loro ai margini.
  • Gemma: formazione tipica delle piante superiori, costituita da cellule indifferenziate e da abbozzi fogliari e protetta esternamente dalle perule. E' l'abbozzo di nuovi organi (rami, foglie o fiori).
  • Gemma dormiente, innesto a: tipo di innesto in cui la gemma non germoglia subito. Si effettua in estate.
  • Gemma vegetante, innesto a: tipo di innesto in cui la gemma inizia subito a vegetare. Si effettua, di solito, in primavera.
  • Genere: categoria sistemica, che riunisce diverse specie affini fra loro.
  • Germinazione: complesso di fenomeni, attraverso i quali i semi si gonfiano, rompono i tegumenti protettivi e liberano l'embrione, che produce la plantula.
  • Germoglio: ramo, inizialmente erbaceo, poi lignificato, che ha origine dallo sviluppo di una gemma.
  • Getto: germoglio erbaceo, che si può usare per fare talee erbacee.
  • Gheriglio: Il seme del noce, cioè la parte mangereccia della noce.
  • Ghiandola: cellula o gruppo di cellule, capaci di elaborare e secernere sostanze diverse: oli, resine, nettare.
  • Gimnosperme: grande raggruppamento di piante primitive, in genere legnose, con fiori in cui gli ovuli non sono contenuti in un ovario. Appartengono alle gimnosperme tutte le conifere.
  • Ginandrio: organo delle orchidee, formato dalla fusione degli stami col pistillo. E' sinonimo di colonna.
  • Girello: fusto molto raccorciato, tipico dei bulbi, protetto dai catafilli.
  • Globo: forma di allevamento degli agrumi.
  • Glochide: appendice ricurva e uncinata, che si trova in certe piante spinose.
  • Glume: brattee avvolgenti le spighette delle graminacee.
  • Glumette: brattee avvolgenti i singoli fiori delle graminacee.
  • Gonadi: sono gli organi anatomici che, negli animali, producono i gameti, cellula riproduttiva. Negli organismi dove l'uovo viene fecondato all'interno del corpo della madre sono presenti in numero variabile, sia nell'organismo maschile sia in quello femminile.
  • Graminiforme: si dice di pianta che ha aspetto simile a quello delle graminacee.
  • Guaina: porzione basale della foglia, a volte molto sviluppata, per esempio nelle graminacee.

I

  • Ibridazione: incrocio fra 2 specie o varietà diverse.
  • Ibrido: individuo proveniente dall'incrocio fra specie o varietà differenti, che presenta caratteristiche di entrambi i genitori.
  • Ibrido F1: la prima generazione di piante derivante dalla ibridazione.
  • Imbutiforme, corolla: a forma di imbuto.
  • Impallinatura: alterazione delle foglie, consistente in una serie di piccoli fori, simili ai danni provocati dai pallini di un fucile da caccia.
  • Impollinazione: processo attraverso il quale il polline, prodotto dalle antere, giunge sul pistillo.
  • Impuparsi: fenomeno per cui la larva di un insetto si trasforma in pupa.
  • Incrisalidano: Di insetti a metamorfosi completa, diventare crisalide.
  • Indeiscente: si dice del frutto che non si apre al momento della maturazione.
  • Inerbire: è una tecnica di gestione del suolo a basso impatto ambientale adottata per il controllo delle piante infestanti nell'interfila degli arboreti da frutto.
  • Infestante, pianta, erba: che cresce spontaneamente fra le piante coltivate.
  • Infiorescenza: gruppo di fiori, riuniti su un unico asse.
  • Infruttescenza: insieme di numerosi frutti, spesso con aspetto di un frutto unico.
  • Innesto: operazione consistente nell'unione di 2 parti di piante, in modo da formare un unico individuo.
  • Inoculo: In microbiologia questo termine viene usato per indicare l'aliquota di microorganismi che viene introdotta in un terreno di coltura per la successiva moltiplicazione.
  • Insetticida: sostanza utilizzata nella lotta contro gli insetti e, meno esattamente, contro altri parassiti animali.
  • Insetticidi sistemici: insetticidi che hanno la proprietà di penetrare nei tessuti delle piante e quindi di spostarsi insieme con la linfa.
  • Insetto: animale di piccole dimensioni e di forma variabile, con corpo suddiviso in capo, torace e addome, con 3 paia di zampe.
  • Interfertili, piante: che possono incrociarsi fra loro, dando origine a nuovi individui.
  • Intergenerico: si dice di ibrido ottenuto incrociando piante di generi diversi.
  • Internodo: tratto dei fusti e dei rami compreso fra due nodi contigui; la suddivisione in nodi e internodi è molto evidente nelle graminacee e nella vite.
  • Invadente, pianta: che tende a diffondersi spontaneamente e quindi a occupare lo spazio riservato ad altre piante.
  • Invaiatura: in botanica e agronomia, è una fase fenologica della maturazione dei frutti, in corrispondenza della quale avviene il viraggio di colore dell'epicarpo.
  • Ipocotile: porzione di fusto compresa fra la radice e i cotiledoni.
  • Ipogeo: si dice di organo che si sviluppa sotto terra: rizoma, bulbo, tubero, bulbo-tubero e radice.
  • Irrigazione: pratica agronomica, affine all'annaffiatura, consistente nella distribuzione di acqua alle piante; si può effettuare per mezzo di canalizzazioni, getti particolari, eccetera.

K

  • Karathane: prodotto ottenuto per sintesi, impiegato nella lotta contro gli oidi nel caso delle piante che vengono danneggiate dai composti a base di zolfo.


L

  • Labello: porzione vistosa di certi fiori, particolarmente sviluppata nelle orchidee.
  • Lamburda: corto ramo fruttifero, tipico delle pomoidee, terminante con una gemma a fiore.
  • Lamina fogliare: parte appiattita delle foglie, portata solitamente dal picciolo; è generalmente la parte più importante.
  • Lenticelle: In botanica, apparato pluricellulare, spesso di aspetto lenticolare, che si osserva sulla superficie del fusto, delle radici e di altre parti della pianta: interrompendo la continuità dell'epidermide, assicura gli scambi gassosi tra i tessuti interni della pianta e l'esterno.
  • Letame: concime organico, formato dalle deiezioni animali e dal materiale vegetale, soprattutto paglia di frumento, usato nelle stalle per la lettiera, mescolati fra loro. Si parla di letame maturo se è ben fermentato; altrimenti si parla di letame fresco. Quest'ultimo può essere talvolta dannoso per le piante, ma viene utilizzato frequentemente nella preparazione dei letti caldi, in quanto, fermentando, sviluppa calore.
  • Letto caldo: strato di terreno, protetto con cassoni e mantenuto caldo con diversi accorgimenti, come la fermentazione di sostanze organiche, soprattutto letame fresco, o l'uso di resistenze elettriche.
  • Letto freddo: strato di terreno, preparato con cassoni, ma non riscaldato. Si usa spesso per le semine.
  • Lindano: prodotto insetticida appartenente al gruppo dei cloroderivati, derivato dal gammaesano; rispetto a quest'ultimo ha la proprietà di non trasmettere odori sgradevoli ai prodotti trattati.
  • Linfa: liquido che circola nelle piante, formato da acqua e sostanze minerali (linfa grezza) o da acqua e sostanze organiche elaborate dalle parti verdi (linfa elaborata).
  • Lobo: porzione tondeggiante di un organo.
  • Lomento: tipo di baccello che a maturità non si apre, ma diventa carnoso e si suddivide in articoli, ognuno dei quali contiene un solo seme. E' tipico del carrubo.

M

  • Macroblasti: rami dotati di lunghi internodi, in contrapposizione ai brachiblasti.
  • Malathion: composto chimico, appartenente al gruppo degli esteri fosforici, usato nella lotta contro i parassiti animali. E' meno tossico del parathion e del metilparathion ed è dotato di persistenza limitata.
  • Mallo: Il mallo è la polpa che può avvolgere un tipo particolare di frutto detto noce.
  • Maneb: sostanza organica, appartenente al gruppo dei ditiocarbammati, usata nella lotta contro i funghi.
  • Marciumi: alterazione dei tessuti dovuta ad attacchi di funghi e di batteri o a condizioni ambientali sfavorevoli.
  • Margotta: tipo di moltiplicazione agamica: consiste nel far radicare il ramo di una pianta, incidendolo e avvolgendolo con terriccio o altro materiale mantenuto umido.
  • Marza: porzione di una pianta innestata su un portinnesto, per ottenere un nuovo individuo. E' sinonimo di gentile e nesto.
  • Masserella: e la sputacchina; le larve, dopo essere uscite dalle uova, si circondano di una masserella schiumosa che ha il compito di proteggerle dall’essiccamento e forse anche dai nemici.
  • Mazzetto: rametto fruttifero delle prunoidee, formatosi per l'evoluzione di un dardo, che nel secondo anno di vita si circonda di un mazzetto di gemme a fiore.
  • Melata: liquido zuccherino e appiccicaticcio, secreto dalle piante sofferenti per attacchi parassitari o per condizioni ambientali sfavorevoli.
  • Mercurio, composti organici del: vengono usati prevalentemente per la disinfezione del terreno e dei semi. Sono dotati di grande efficacia nei confronti dei funghi e si possono usare in piccole dosi, eventualmente mescolati a polveri insetticide.
  • Mesocarpo: la parte del frutto che si trova fra epicarpo ed endocarpo.
  • Mesofillo: la parte della lamina fogliare compresa fra l'epidermide inferiore e quella superiore.
  • Messa a dimora: il complesso di operazioni con cui una pianta viene collocata nel luogo in cui deve crescere. E' sinonimo di piantamento.
  • Metaldeide: sostanza solida, infiammabile e insolubile in acqua, usata nella preparazione di esche per i molluschi.
  • Metamorfosato: si dice di organo che ha subito una metamorfosi.
  • Metamorfosi: complesso di trasformazioni a cui sono sottoposti gli organi, in relazione alla funzione cui sono destinati. Fra i fusti metamorfosati si ricordano i bulbi, i rizomi, i tuberi e i bulbo-tuberi; fra le foglie metamorfosate i cirri, i catafilli, alcune spine, eccetera.
  • Metilparathion: prodotto chimico, appartenente al gruppo degli esteri fosforici, utilizzato nella lotta contro i parassiti animali. E' fortemente tossico al momento dell'impiego, ma di persistenza limitata.
  • Micelio: il corpo dei funghi, costituito da ammassi più o meno voluminosi di filamenti allungati.
  • Mitospore: è una spora riproduttiva prodotta per mitosi di cellule ifali capace di dare origine direttamente ad un nuovo individuo tutte le volte che le condizioni ambientali siano favorevoli.
  • Moltiplicazione: complesso di processi, per cui, da un individuo, hanno origine numerose altre piante.
  • Monocarpica, pianta: che fiorisce e fruttifica una sola volta nella sua vita.
  • Monoica, pianta: che porta fiori ermafroditi, oppure fiori maschili e femminili sullo stesso individuo, ma in posizioni separate.
  • Monopodiale: tipo di ramificazione delle piante, in cui i nuovi rametti si inseriscono su quello principale senza sostituirsi ad esso, come nell'abete.
  • Mora: infruttescenza con aspetto di frutto; può avere origine diversa: per esempio, nel rovo si forma da un solo fiore, mentre nel gelso deriva da una serie di piccoli fiori ravvicinati.
  • Mosaico: alterazione delle foglie, che appaiono decolorate a chiazze, dovuta generalmente ad attacco di virus.
  • Mutante: si dice di pianta originatasi per alterazione del patrimonio ereditario di una specie o di una varietà.

N

  • Nana, pianta: di dimensioni molto limitate, spesso a portamento strisciante.
  • Neanide: stadio giovanile di sviluppo di alcuni insetti. Le neanidi sono prive degli abbozzi delle ali.
  • Nebulizzazione: tecnica usata per favorire la moltiplicazione agamica, basata sull'ottenimento di un'elevatissima e costante umidità ambientale, grazie alla produzione di finissime goccioline di acqua.
  • Nervatura: complesso di vasi conduttori, che percorrono la lamina fogliare.
  • Nettare: liquido zuccherino, che si forma alla base del perianzio e che ha lo scopo specifico di richiamare gli insetti.
  • Nettarifera, ghiandola: che produce nettare.
  • Nicotina: sostanza contenuta nel tabacco, avente azione insetticida, che agisce per contatto e per ingestione. Si può trovare sotto forma di estratto di tabacco o di solfato di nicotina. E' molto pericolosa, ma poco persistente.
  • Ninfa: stadio di sviluppo di molti insetti, che segue allo stadio di neanide.
  • Nocciolo: porzione interna, legnosa, di molti frutti, che ha lo scopo di proteggere il seme.
  • Nodo: parte dei rami e del fusto, in corrispondenza della quale hanno origine foglie e rami.

O

  • Olio antracenico: prodotto ottenuto dalla distillazione del catrame di legno o di carbon fossile. Ha azione insetticida e fungicida, e distrugge anche i muschi, ma è tossico per le parti verdi delle piante, per cui va usato solo d'inverno.
  • Olio bianco: prodotto ad azione insetticida, ottenuto dal petrolio, usato in primavera-estate contro le cocciniglie.
  • Olio giallo: prodotto insetticida ottenuto dalla mescolanza di olio bianco con dinitroortocresolo, usato al posto dell'olio bianco, a concentrazioni elevate, nei trattamenti invernali contro cocciniglia, acari e uova di afidi.
  • Ombrella: infiorescenza tipica delle ombrellifere, formata da un asse, alla cui estremità sono inseriti diversi peduncoli, portanti un fiore o un gruppo di fiori. Ha un aspetto regolare e una superficie quasi piana.
  • Oosfera: gamete femminile.
  • Opercolo: è un organo mobile, simile ad un coperchio, che chiude l'apertura di una cavità in animali, vegetali o funghi.
  • Ormoni: sostanze organiche, prodotte dalle piante in piccolissime quantità, che hanno lo scopo di regolare lo sviluppo delle cellule.
  • Orticola, di origine: si dice di qualsiasi varietà creata dai vivaisti o dagli specialisti di miglioramento vegetale.
  • Ossicloruri: prodotti, generalmente a base di rame e calcio, usati nella lotta contro diversi parassiti fungini, in particolare contro le peronospore.
  • Osmunda: felce che produce una grande quantità di rizomi, impiegati come substrato per la coltivazione di varie piante, in particolare delle orchidee. E' però utilizzata anche a scopo ornamentale.
  • Ovario: la parte inferiore del pistillo, contenente gli ovuli; in seguito alla fecondazione dà origine al frutto.
  • Oviscapo: Complesso di pezzi sclerificati dell'8° e del 9° segmento dell'addome costituenti i genitali esterni della femmina per consentire la deposizione nei tessuti dell'ospite.
  • Ovulo: struttura, contenuta nell'ovario, in cui si forma il gamete femminile.

P

  • Pacciamatura: copertura del terreno con materiali diversi, come fogli di plastica, paglia, torba, letame, al fine di ridurre la dispersione di umidità e la crescita delle erbe infestanti.
  • Pagina fogliare: superficie inferiore o superiore della lamina della foglia.
  • Paglietta: sottile squama, che accompagna i fiori del capolino delle composite.
  • Pala: l'articolo schiacciato ed espanso, simile a una foglia, del fico d'India.
  • Palmetta: forma di allevamento appiattita delle piante da frutto.
  • Pannocchia: infiorescenza composta, tipica delle graminacee, con un asse principale, da cui se ne diramano altri secondari, ognuno dei quali porta diverse spighette peduncolate.
  • Papilionacea, corolla: formata da un vessillo, 2 ali e una carena. la corolla papilionacea è tipica delle piante appartenenti, appunto, alla famiglia delle papilionacee.
  • Parassita: pianta superiore, insetto, crittogama, batterio o virus, che vive a spese di altri organismi.
  • Parathion: composto chimico, appartenente al gruppo degli esteri fosforici, da usare nella lotta contro i parassiti animali. E' altamente tossico al momento dell'impiego, ma di persistenza limitata.
  • Partenocarpia: fenomeno abbastanza frequente negli agrumi e nelle pomoidee, consistente nella formazione dei frutti senza che sia avvenuta una fecondazione. I frutti partenocarpici non contengono, perciò, semi.
  • Peduncolato: si dice di fiore o frutto portato da un peduncolo.
  • Peduncolo: porzione di ramo che sostiene un fiore o un frutto.
  • Pelo: estroflessione della epidermide, formata da una o più cellule, avente differenti funzioni.
  • Peponide: grossa bacca carnosa, tipica delle cucurbitacee, con parete esterna spessa e numerosi semi, immersi in una polpa di diversa consistenza.
  • Perennante: si dice di organo che consente il superamento dei periodi sfavorevoli e la sopravvivenza della pianta di anno in anno.
  • Perenne, pianta: pianta legnosa o erbacea, che vive oltre 2 anni, grazie alla presenza di radici o di altri organi sotterranei.
  • Perianzio: la parte esterna del fiore, formata da calice e corolla.
  • Perigonio: la parte esterna del fiore di numerose piante, per esempio delle liliacee, formata da tepali invece che da petali e sepali.
  • Periodo vegetativo: arco di tempo nel quale si realizzano, durante l'anno, la crescita e lo sviluppo della pianta.
  • Persistente: si dice di organo che si conserva per un lungo periodo di tempo, in contrapposizione ad altri organi simili di breve durata: per esempio di foglia che non cade al sopravvenire della stagione avversa, o di calice che si trova ancora sul frutto maturo.
  • Persistenza, dei fitofarmaci: arco di tempo durante il quale un fitofarmaco mantiene la sua efficacia.
  • Perula: foglia fortemente trasformata, che si trova intorno alle gemme, con funzione di protezione.
  • Petalo: uno degli elementi che formano la corolla. E' una foglia metamorfosata.
  • Petaloide, petaloideo: si dice del calice che presenta sepali non verdi, ma di vari colori, molto appariscenti.
  • Pezza, innesto a: particolare tipo di innesto, consistente nel sostituire, sul soggetto, un rettangolo di corteccia, con un altro di dimensioni simili, portante una gemma.
  • pH: simbolo utilizzato per indicare la basicità o l'acidità di una soluzione. La soluzione è neutra, cioè né acida né basica, quando il pH è 7; è acida se il pH è inferiore a 7; è basica se il pH è superiore a 7.
  • Picciolata, foglia: munita di picciolo.
  • Picciolo: parte della foglia che unisce la lamina al ramo portante.
  • Picnidio: piccolo concettacolo cavo caratteristico dei Funghi Deuteromiceti, ordine Sferopsidali. È globoso o fatto a fiaschetto e internamente è tappezzato da ife che producono conidi, detti picnidiospore o picnospore o picnoconidi.
  • Piegatura: operazione di potatura, consistente nell'inclinare i rami, in modo da rallentare la circolazione della linfa.
  • Pigmento: sostanza colorante contenuta nei vegetali.
  • Pinnula: suddivisione secondaria della foglia, o fronda, delle felci.
  • Piramide: forma di allevamento tipica del pero, formata da un fusto, sul quale sono inseriti diversi palchi di branche inclinate di 45°.
  • Piretro: insetticida di origine naturale, estratto da alcune specie di Chrysanthemum; paralizza gli insetti con cui viene in contatto e non è tossico per l'uomo.
  • Pistillo: la parte femminile del fiore delle angiosperme, formata dall'ovario, dallo stilo e dallo stigma, o stimma.
  • Plantula: piantina che si sviluppa dal seme.
  • Polifago: In biologia, organismo che non abbia un regime dietetico specializzato, ma possa cibarsi di parecchie sostanze.
  • Poligama, pianta: che porta sullo stesso individuo fiori ermafroditi e fiori unisessuali, maschili e femminili.
  • Polisolfuri: composti a base di zolfo, contenenti bario o calcio, dotati di energica azione insetticida e anticrittogamica; sono consigliati per trattamenti invernali o primaverili-estivi contro gli acari, le cocciniglie e alcuni parassiti fungini.
  • Polline: complesso dei granuli pollinici prodotti dalle antere delle angiosperme e dalle sacche polliniche delle gimnosperme. I granuli di polline rivestono una fondamentale importanza nel regno vegetale, in quanto contengono e trasportano i gameti maschili.
  • Pollone: ramo vigoroso ed eretto, portante solamente gemme a legno, che spunta dalle radici delle piante, in prossimità del colletto.
  • Pollonifera, pianta: che produce frequentemente polloni.
  • Poltiglia bordolese: miscela si solfato di rame e calce in acqua, di largo impiego nella lotta contro i funghi.
  • Pomo: falso frutto, tipico delle pomoidee, costituito dal ricettacolo, assai sviluppato e carnoso, che racchiude il vero frutto, denominato comunemente torsolo.
  • Portamento: aspetto tipico assunto da una pianta durante il suo sviluppo.
  • Portinnesto: parte inferiore di una pianta bimembre, dotata di radici, sulla quale si innesta la marza, o gentile. E' sinonimo di soggetto.
  • Postarella: piccola buchetta, aperta di solito con la zappa, in cui si pongono diversi semi, dai quali si originano numerose piante, che in seguito, nella maggior parte dei casi, vengono ridotte a una sola.
  • Potatura: complesso di operazioni di diversa natura, aventi lo scopo di regolare la crescita, la vegetazione e la fruttificazione delle piante. Una delle principali operazioni di potatura consiste nel taglio di rami o di loro parti.
  • Procombente: si dice di fusto, branca o ramo che si piega verso il terreno.
  • Pronoto: La parte dorsale del primo segmento del torace degli Insetti.
  • Propaggine: tipo di moltiplicazione vegetativa, che consiste nel sotterrare un ramo o una parte del fusto senza staccarli dalla pianta madre. Si effettua la separazione solo formate radici in numero sufficiente da permettere al ramo stesso una crescita autonoma, con conseguente formazione di una nuova pianta.
  • Prostrato: si dice di portamento sviluppato in senso orizzontale, in prossimità del terreno.
  • Protallo: si riferisce alle felci; complesso di cellule, originatesi da una spora, che ha la funzione di produrre i gameti. E' sinonimo di gametofito.
  • Protoninfa: stadio postlarvale degli Aracnidi Acari, fornito di quattro paia di arti e derivato direttamente dalla larva esapoda attraverso una muta. È seguito dalla deutoninfa e dalla tritoninfa.
  • Pruina: sostanza cerosa, che ricopre le foglie e i frutti di molte piante e ha l'aspetto di una polvere biancastra, impalpabile. Sono spesso ricchi di pruina gli acini dell'uva e i frutti del susino.
  • Pruinoso: coperto di pruina.
  • Pubescente: coperto da una peluria soffice e breve.
  • Pupa: stadio di sviluppo di molti insetti, compreso fra quello di larva e quello di adulto.

Q

  • Quiescenza: periodo di riposo delle piante, che coincide normalmente con il verificarsi di condizioni climatiche sfavorevoli.


R

  • Racemo: infiorescenza formata da un asse principale allungato, sul quale sono inseriti, a diversa altezza, numerosi fiori peduncolati. E' sinonimo di grappolo.
  • Racemosa, infiorescenza: simile a un racemo.
  • Rachide: asse delle infiorescenze e delle foglie composte.
  • Radicare: emettere radici.
  • Radice: organo della pianta che normalmente si sviluppa sotto terra e ha funzione di ancoraggio al terreno, di assorbimento e di conduzione della linfa. Sono note anche radici aeree, per esempio quelle delle orchidee. La radice principale si origina direttamente dall'embrione; le radici secondarie o laterali si formano da quella principale; le radici accessorie si formano in corrispondenza dei nodi del fusto; le radici avventizie si formano dalle foglie, in seguito a stimoli esterni. La radice principale manca negli individui ottenuti vegetativamente. Sono note anche radici metamorfosate,come quelle tuberizzate.
  • Radicicole: In biologia, di organismo vegetale o animale che vive nelle radici delle piante. In particolare, nella fillossera, le femmine partenogenetiche che vivono sulle radici, in contrapposto alle gallicole.
  • Raggio, fiori del: fiori esterni del capolino di numerose composite, che assumono l'aspetto di petali.
  • Rameico, prodotto: anticrittogamico a base di rame.
  • Ramo: asse secondario, che ha origine dal tronco o da altri rami e ne ripete la struttura.
  • Rampicante: si dice di pianta che con opportuni adattamenti riesce a crescere verso l'alto, nonostante che il suo fusto non sia capace di stare spontaneamente eretto.
  • Resina: sostanza emessa dalle piante, soprattutto dalle conifere.
  • Resta: appendice filiforme, spesso appuntita e pungente all'estremità, che si trova alla sommità di organi o, più raramente, nella loro porzione centrale o basale. E' assai frequente osservarne la presenza nelle infiorescenze delle graminacee, le cui spighette sono allora dette aristate. E' sinonimo di arista.
  • Revoluto: si dice di organo ripiegato verso l'esterno.
  • Ricaccio: emissione di germogli da parte dei fusti o dei rami tagliati.
  • Ricettacolo: porzione terminale del peduncolo fiorale, su cui sono inseriti gli elementi del fiore.
  • Rifiorente, pianta: che produce una seconda fioritura nel corso dello stesso anno.
  • Rigetto: ramo che compare alla base della pianta o in prossimità delle zone di taglio del fusto e dei rami.
  • Rincalzatura: operazione consistente nell'addossare terriccio fine alla parte basale delle piante, con lo scopo di favorire un migliore sviluppo dell'apparato radicale.
  • Rinvasatura: trasferimento delle piante da un vaso a un altro di dimensioni maggiori.
  • Ripicchettatura: trapianto delle giovani piantine nate da seme, allo scopo di rinforzarle.
  • Riproduzione: insieme di processi mediante i quali si formano nuovi individui.
  • Riproduzione sessuale: processo di riproduzione, che si realizza attraverso la fusione di due gameti, uno maschile e uno femminile.
  • Ritidoma: la parte più esterna della corteccia dei tronchi, sovente staccata o variamente fessurata. Spesso viene chiamata scorza.
  • Rizogene, sostanze: composti di produzione industriale, uguali o simili ad alcune sostanze ormonali presenti nelle piante, che hanno la proprietà di stimolare l'emissione delle radici. Si utilizzano nella preparazione delle talee, nel caso di specie che emettono radici con difficoltà.
  • Rizoma: fusto metamorfosato, più o meno ingrossato, che solitamente si sviluppa sotto terra. Ha prevalentemente la funzione di accumulare sostanze di riserva, che consentono di superare i periodi sfavorevoli per la pianta, e di facilitare la moltiplicazione vegetativa.
  • Rogor: composto ad azione insetticida, appartenente al gruppo degli esteri fosforici; penetra all'interno delle piante e ha persistenza e tossicità medie.
  • Rosetta: gruppo di foglie inserite allo stesso livello su un fusto o su un ramo, disposte in cerchio e sovrapposte in cerchio e sovrapposte le une alle altre.
  • Rosetta basale: rosetta posta alla base del fusto.
  • Rostro: in zoologia, nome di strutture anatomiche che si prolungano in avanti oltre la bocca.
  • Rotazione: tecnica colturale consistente nell'alternare le coltivazioni effettuate sullo stesso terreno.
  • Rotenone: sostanza insetticida, estratta da numerose piante, che agisce per contatto e per ingestione. E' innocuo per l'uomo.
  • Rupicolo: si dice di essere vivente, animale o vegetale, che vive sulle rocce o anche sui muri, insediandosi prevalentemente nelle spaccature.
  • Rustica, pianta: non particolarmente esigente, né per quanto riguarda il clima, né per il terreno; capace di vivere anche in condizioni difficili.

S

  • Sabbia: frazione del terreno composta da particelle alquanto grossolane; se è contenuta in quantità elevate, conferisce al terreno stesso caratteri di permeabilità e di facile lavorabilità, ma lo rende anche siccitoso.
  • Sacca pollinica: struttura caratteristica dei fiori delle conifere, entro la quale si formano i granuli di polline; equivale all'antera delle angiosperme.
  • Samara: frutto secco indeiscente, contenente un solo seme, dotato di un'espansione alare che ne favorisce la diffusione alare che ne favorisce la diffusione per mezzo del vento.
  • Sangue secco: fertilizzante ottenuto attraverso l'essiccazione e la macinazione del sangue degli animali.
  • Saprofita, pianta: che vive a spese di sostanze organiche in decomposizione.
  • Sarchiatura: lavorazione del terreno, consistente nello smuoverne la superficie, per eliminare le piante infestanti e per ridurre le perdite di umidità.
  • Sarmentosa, pianta: con rami lunghi, ricadenti o rampicanti. Tipica pianta sarmentosa è la vite.
  • Sbocciolatura: eliminazione di un certo numero di boccioli fiorali, per ottenere pochi fiori, ma più grandi.
  • Scacchiatura: operazione di potatura consistente nella eliminazione, nel corso dell'estate, di un certo numero di germogli sterili, inseriti sul tronco o sui rami più grossi della vite.
  • Scapo: fusto, generalmente privo di foglie, portante all'estremità un fiore o una infiorescenza.
  • Scerbatura: eliminazione manuale o meccanica delle erbe infestanti e degli sterpi.
  • Scheletro: termine con il quale viene indicato il complesso dei costituenti più grossolani del terreno, come la ghiaia e le pietre in genere. Indica anche l'insieme del fusto e delle branche delle piante arboree da frutto.
  • Sclerozio: è una struttura con la capacità di sopravvivere per diverso tempo come corpo indipendente dall'organismo che l'ha prodotto. Basidiomiceti, ascomiceti, mixomiceti (muffe melmose) e soprattutto funghi parassiti delle piante hanno la capacità di produrlo.
  • Scorpioide, cima: infiorescenza avvolta a spirale, come un bastone pastorale.
  • Scosciatura: rottura di una branca o di un ramo in corrispondenza del punto di inserzione sul fusto.
  • Scudetto: piccola porzione di ramo, tagliata a forma di scudo e portante una gemma, che si inserisce in un taglio a T, praticato nella corteccia del soggetto che deve essere innestato.
  • Scutello: è un corpo carnoso appiattito, attaccato all’embrione da una parte, mentre dall’altra aderisce ampiamente all’albume, dal quale all’epoca della germinazione sottrae le sostanze nutritive che convoglia verso la piantina in sviluppo.
  • Seme: organo formato dall'embrione e dalle sostanze di riserva, protetto da tegumenti, che ha la funzione di diffondere la specie. L'embrione rappresenta la pianta quiescente, nei primissimi stadi di vita.
  • Semidoppio: si dice di fiore che ha caratteristiche intermedie fra quelle dei fiori semplici e quelle dei fiori doppi.
  • Semina: operazione colturale, mediante la quale si distribuiscono i semi sulla composta di semina, nella misura, all'epoca e alla profondità volute.
  • Semirustica, pianta: che può vivere normalmente all'aperto, in un determinato ambiente, ma richiede molte cure per sopravvivere nei periodi sfavorevoli.
  • Semplice: si dice di fiore formato, in generale, da pochi petali, non strettamente appressati fra loro. E' il fiore tipico delle piante spontanee.
  • Sempreverde, pianta: che non perde completamente le foglie all'inizio della cattiva stagione, ma ogni anno ne lascia cadere una parte, che viene sostituita da foglie nuove, in modo che la chioma non è mai spoglia.
  • Sepalo: foglia trasformata; i sepali, in numero variabile, costituiscono il calice del fiore.
  • Serra: costruzione stabile di vario tipo, ma fondamentalmente costituita da una struttura di legno o di metallo sostenente una copertura ininterrotta di materiale trasparente, in cui si possono variare sensibilmente le condizioni ambientali.

  • Serra calda: serra riscaldata in continuità, con vari sistemi, per coltivarvi piante particolarmente delicate.
  • Serra fredda: serra non riscaldata.
  • Serra tiepida: serra riscaldata solo nei periodi più freddi dell'anno.
  • Sessile: si dice di foglia o fiore inseriti direttamente su un ramo.
  • Setto: struttura membranosa o carnosa, che divide l'interno di alcuni tipi di frutto in cavità separate, contenenti i semi.
  • Sevin: insetticida a base di carbammati, poco tossico nei riguardi dell'uomo, per cui può essere utilizzato anche quando è prossima la raccolta dei prodotti.
  • Sfagno: tipo di musco, che si trova in grandi quantità in luoghi particolari, come le torbiere, usato spesso dai vivaisti nella coltivazione di speciali tipi di piante, per la sua capacità di impregnarsi d'acqua e di cederla lentamente.
  • Sfarfallamento: l'uscita dell'insetto adulto dall'involucro della pupa o della ninfa.
  • Siconio: infruttescenza del fico e contemporaneamente falso frutto, formato dal ricettacolo, quasi completamente chiuso, che contiene numerosissimi fiori.
  • Siliqua: frutto deiscente, in cui i semi sono inseriti su un lungo setto longitudinale; la siliquetta è simile alla siliqua, ma ha forma più o meno tondeggiante.
  • Simbiosi: vita in comune di 2 o più individui differenti, fra i quali si stabilisce uno scambio di sostanze. Se la convivenza avviene con reciproco vantaggio, si parla di simbiosi mutualistica; se un individuo sfrutta l'altro, si parla di simbiosi antagonistica o di parassitismo.
  • Solfuro di carbonio: sostanza chimica molto volatile, tossica ed esplosiva, utilizzata nella lotta contro le anguillule e gli insetti.
  • Soro: insieme di sporangi; rappresenta un elemento della massima importanza per la classificazione delle felci.
  • Sottospecie: raggruppamento di individui appartenenti alla stessa specie, in base a caratteri di notevole importanza; la sottospecie può a sua volta essere suddivisa in varietà.
  • Sovrinnesto: tecnica di innesto consistente nella inserzione, fra il soggetto e la marza, di una porzione appartenente a una terza pianta; si effettua quando si deve innestare una marza su un soggetto poco affine.
  • Spadice: prolungamento ingrossato e colorato dell'asse dell'infiorescenza delle arancee, avvolto da una grande brattea, che è detta spata.
  • Spaglio, semina a: modo di seminare, consistente nello spargere i semi distribuendoli con la mano uniformemente su tutta la superficie del terreno. E' una tecnica non molto precisa, che consente una buona omogeneità di investimento solo se l'operatore ha molta pratica.
  • Spata: foglia trasformata, spesso vivacemente colorata, che avvolge l'infiorescenza delle aracee.
  • Specie: è la categoria sistematica elementare, che riunisce individui simili fra loro e interfertili, dal cui incrocio hanno origine individui a loro volta simili ai genitori e normalmente fertili.
  • Speronato, cordone: si dice della forma di allevamento della vite, consistente in un cordone permanente orizzontale, sul quale vengono lasciati corti mozziconi di tralcio, tagliati a 2 gemme.
  • Speronato fiore: caratterizzato da uno più prolungamenti, lunghi e stretti, della parte posteriore della corolla.
  • Sperone: prolungamento posteriore della corolla, che forma una specie di sacco, di forma e dimensioni varie, generalmente lungo e stretto. In viticoltura, tralcio di un anno, accorciato, mediante la potatura, a pochissime gemme.
  • Spicastro: infiorescenza delle labiate, simili a una spiga, in cui si alternano fiori e foglie; è formato dalla sovrapposizione di numerosi falsi verticilli di fiori, i quali spuntano a gruppi all'ascella di foglie opposte.
  • Spiciforme: a forma di spiga.
  • Spiga: infiorescenza formata da un asse allungato, detto rachide, sul quale sono inseriti fiori sessili. In molte graminacee si parla di spighe composta, in quanto sul rachide non sono inseriti fiori singoli, ma spighette.
  • Spighetta: elemento costitutivo delle spiga composta delle graminacee. E' formata da 2 brattee o glume, che racchiudono uno o più fiori, ciascuno dei quali a sua volta è costituito dalle glumette, dal pistillo e dagli stami.
  • Spiralate, foglie: disposte a spirale sui rami.
  • Spolverizzazione: ricopertura di una pianta o di una parte di essa con un velo finissimo di sostanza pulverulenta, insetticida o fungicida.
  • Spora: cellula o gruppo di poche cellule, che, germinando, danno origine a un nuovo individuo.
  • Sporangio: piccolo sacco in cui si formano le spore; è delimitato da una parete che nutre le spore, le quali vengono liberate dalla rottura della parete stessa.
  • Squama: foglia metamorfosata, di piccole dimensioni, avente solitamente funzione protettiva.
  • Stami: elementi fiorali dell'apparato sessuale maschile, o androceo, costituiti da foglie trasformate. Nella loro forma tipica, gli stami sono formati da un lungo filamento, sormontato da una specie di sacco, o antera, in cui si formano i granuli di polline.
  • Staminodo: stame privo di antera.
  • Stellato: si dice di fiore avente petali disposti in modo da formare una specie di stella.
  • Stilo: parte del pistillo che collega l'ovario con lo stimma. Ha generalmente forma allungata; talvolta può mancare.
  • Stimma: la parte superiore del pistillo, allargata o piumosa, suddivisa o meno, adatta a ricevere i granuli di polline. E' sinonimo di stigma.
  • Stipola: espansione che si trova alla base del picciolo di molte foglie; sovente ha forma laminare, ma talvolta anche falciforme; è un elemento utile per il riconoscimento delle piante.
  • Stolone: fusto sottile, strisciante sul terreno, dai cui nodi spuntano foglie e radici. Questa proprietà è sfruttata per effettuare la moltiplicazione agamica.
  • Stolonifera, pianta: che produce stoloni (per esempio, la fragola).
  • Stomi: aperture presenti sulle foglie, che permettono gli scambi gassosi tra la pianta e l'atmosfera.
  • Strobilo: formazione tipica soprattutto delle conifere, costituita da un asse, sul quale sono inserite le brattee che portano le sacche polliniche o le squame portanti gli ovuli. Gli strobili femminili, dopo la fecondazione, sono detti coni o pigne.
  • Suberificazione: è un processo per cui alcune cellule vegetali si modificano, in quanto secernono suberina, una particolare sostanza idrofoba costituita da acidi grassi, che si deposita sulla parete cellulare.
  • Suberoso: costituito da sughero.
  • Substrato: sostanza o miscuglio di sostanze, in cui i vegetali possono trovare gli elementi nutritivi indispensabili per la loro crescita.
  • Succhione: ramo assai vigoroso, eretto, che non produce fiori e frutti. Sottrae molta linfa al resto della pianta ed è sintomo di uno squilibrio, che deve essere corretto con la potatura.
  • Succulenta, pianta: capace di accumulare acqua nei fusti e nelle foglie, che sono carnose e ingrossate; grazie a questa caratteristica, può superare lunghi periodi di siccità.
  • Suffrutice: pianta con parte basale legnosa, su cui si formano annualmente germogli, che restano erbacei e seccano all'inizio della stagione avversa.
  • Suffruticoso: avente caratteristiche di suffrutice.
  • Sughero: tessuto di protezione delle piante, impermeabile ai liquidi e ai gas.

T

  • Talea: tipo di moltiplicazione agamica; consiste nel far radicare in un substrato adatto porzioni, lignificate o erbacee, di rami o di fusti giovani. Si effettuano frequentemente anche talee di foglia, mentre sono più rare le talee di radici.
  • Tecnica colturale: insieme delle norme che devono essere seguite nella coltivazione di una pianta.
  • Tegumento: involucro protettivo, in genere impermeabile ai liquidi e ai gas, che avvolge l'embrione nei semi.
  • Tepalo: elemento costitutivo del perigonio. I tepali sono caratteristici della maggior parte delle monocotiledoni, nel cui involucro fiorale non esiste distinzione fra calice e corolla.
  • Terreno: strato superficiale della crosta terrestre, derivato dalla disgregazione delle rocce e modificato dall'azione del clima e dei vegetali.
  • Terriccio: strato superficiale del terreno dei boschi e dei prati, che contiene notevoli quantità di residui dei vegetali e viene utilizzato in giardinaggio.
  • Tetracloruro di carbonio: composto chimico molto volatile, usato per combattere parassiti animali in ambienti chiusi (serre).
  • Tetraploide: si dice di varietà dotata di corredo cromosomico particolare, cui esternamente corrisponde un elevato vigore vegetativo.
  • Thiram: prodotto chimico appartenente al gruppo dei ditiocarbammati, utilizzato come fungicida. E' sinonimo di TMTD.
  • Tomentoso: si dice di organo, in particolare foglia o germoglio, coperto da peli.
  • Torba: materiale ricco di sostanza organica indecomposta o parzialmente decomposta, che si estrae in luoghi umidi, detti torbiere. Viene usata come combustibile ed è largamente impiagata in giardinaggio per la preparazione di composte.
  • Tossicità: capacità di una sostanza di nuocere alle piante, agli animali e in particolare all'uomo.
  • Tralcio: ramo della vite.
  • Trapianto: operazione consistente nel trasferimento di giovani alberi, piantine e talee dal terreno in cui si trovano a un altro terreno.
  • Triflora, infiorescenza: composta da 3 fiori.
  • Tronco: il fusto lignificato delle piante arboree.
  • Tubero: fusto metamorfosato, sotterraneo, contenente elevate quantità di sostanze di riserva. I tuberi presentano numerose gemme, dette comunemente occhi, e possono essere suddivisi in tante parti, contenenti almeno una gemma, da ognuna delle quali si può ottenere un nuovo individuo. Sono noti a tutti i tuberi di patata.
  • Tubetto pollinico: estroflessione, visibile al microscopio, del granulo di polline, che attraverso lo stimma e lo stilo, giunge fino in prossimità dell'oosfera, attuando il trasporto dei gameti maschili e rendendo possibile la fecondazione.
  • Tubo: parte della corolla formata dalla porzione inferiore dei petali, saldati fra loro.
  • Tubulosa, corolla: a forma di tubo.
  • Tunica: catafillo esterno di un bulbo, sottile e di consistenza membranacea.
  • Tutore: sostegno, di varia natura e materiale, cui si affida una pianta giovane o una pianta incapace di sostenersi spontaneamente.

U

  • Umbonato: dotato di umbone.
  • Umbone: protuberanza centrale, di forma simile a quella delle placche centrali degli antichi scudi, presente, per esempio, nelle squame delle conifere.
  • Umifero: si dice di terreno ricco di sostanza organica in avanzato grado di decomposizione.
  • Unifera, varietà: che produce frutti in un solo periodo dell'anno.

V

  • Vangatura: lavorazione fondamentale e profonda del terreno, eseguita con la vanga, che ha lo scopo di dissodare e rivoltare le zolle e di interrare il letame o altri fertilizzanti.
  • Variabile: si dice di specie o varietà che presenta caratteri mutevoli.
  • Variegato: di 2 o più colori diversi.
  • Varietà: categoria sistematica di minore ampiezza della specie, che raggruppa individui appartenenti alla medesima specie, ma distinguibili per alcuni caratteri. Le varietà possono essere spontanee, cioè presenti in natura, o artificiali, cioè prodotte dall'uomo; moltissime varietà coltivate sono artificiali.
  • Vasi: elementi conduttori, mediante i quali nella pianta viene trasportata la linfa.
  • Vaso: recipiente di terracotta, o di altro materiale, in cui si coltivano le piante; solitamente l'altezza dei vasi è più o meno equivalente al loro diametro. Forma di allevamento, usata per molte piante da frutto, ma in particolare per il melo e il pesco, caratterizzata dalla presenza di 3 grosse branche, in modo che, nell'insieme, assomiglia a un vaso da fiori.
  • Verdello: il frutto del limone a maturazione estiva.
  • Vermiculite: sostanza in granuli, di colore biancastro o grigio, lucente, usata per la coltivazione delle piante in vaso, per la sua capacità di trattenere notevoli quantitativi d'acqua.
  • Verticillastro: insieme di fiori che si formano all'ascella di due foglie opposte e che sembrano perciò riuniti in un verticillo.
  • Verticillato: si dice di organi vegetali inseriti in numero di 3 o più in ogni nodo.
  • Verticillo: gruppo di 3 o più foglie o fiori inseriti sullo stesso nodo.
  • Vessillo: il petalo superiore, spesso rivolto verso l'alto, della corolla delle papilionacee.
  • Visorata, pianta: affetta da virosi.
  • Vivipara, pianta: che produce bulbilli, o piccole piantine, utilizzabili per la moltiplicazione.
  • Volubile, pianta: con fusto incapace di sostenersi, che si avvolge ai tutori, vicino ai quali la pianta viene coltivata.

Z

  • Zagara: il fiore dell'arancio e anche di altri agrumi.
  • Zampa: insieme del rizoma e delle radici carnose dell'asparago, usato per l'impianto delle colture. - Appendice del corpo degli insetti, degli acari e di altri piccoli animali, che consente la locomozione.
  • Zineb: sostanza chimica, appartenente al gruppo dei ditiocarbammati, usata nella lotta contro i funghi.
  • Ziram: sostanza chimica, appartenente al gruppo dei ditiocarbammati, usata nella lotta contro i funghi.
  • Zolfo: elemento chimico usato, in diverse forme, nella lotta contro i funghi, e in particolare contro gli oidi.
  • Zonato: si dice di petalo o foglia divisi in zone di diverso colore.