Butteratura

Butteratura amara delle mele

La butteratura amara delle mele rientra nella categoria delle fisiopatie o delle malattie fisiologiche. L'alterazione compare sui frutti prossimi alla raccolta o durante il periodo di conservazione. La localizzazione dei nuclei di tessuto spugnoso può essere relativamente profonda nel caso della <<butteratura amara>> o più superficiale nel caso della <<plara>>. Le cause che ne determinano l'insorgenza sono da collegarsi principalmente alla carenza di calcio nei frutti o ad un valore troppo basso del rapporto Ca/Mg + K. Fattori predisponenti alla comparsa della fisiopatia sono gli eccessi di azoto e potassio nel terreno, l'eccesso di vigoria delle piante accompagnato da scarsa produzione di frutti, le irrigazioni troppo frequenti con volumi insufficienti di acqua o effettuate tardivamente.

Butteratura della ciliegia

La prima malattia compare solo sui frutti di ciliegio dolce, in prossimità dell'invaiatura. I tessuti sottostanti le tacche appaiono imbruniti, spugnosi, talora impregnati di gomma. Le piante colpite presentano anche uno sviluppo stentato e foglie affette da necrosi delle nervature e distorsione del lembo. L'agente causale è ora attribuito a Pet AMV (Petunia asteroid mosaic virus), ma sintomi analoghi sono prodotti anche dal virus della maculatura anulare del garofano (CIRY = Carnation Italian ring spot virus). Nella seconda malattia i sintomi interessano i soli frutti, talora dell'intera produzione. Le parti di endocarpo in corrispondenza delle tacche non appaiono imbrunite come nelle ciliegie butterate. Agenti della necrosi della ciliegia sono due virus: quello della <<maculatura clorotica fogliare>> del melo (Apple chlorotic leaf spot virus = ACLSV) e un'altra entità assimilabile al PNRV (Prunus necrotic ringspot virus).

Rimedio

CALCE IDRATA – Kg.4

Calce spenta magnesiaca correttivo

CONSENTITO IN AGRICOLTURA BIOLOGICA

Periodo di impiego: tutto l’anno

Caratteristiche

Il Calcio e il magnesio sono elementi essenziali sia per nutrire le colture che per equilibrare il terreno. All’interno della pianta il calcio neutralizza l’acidità in eccesso, prodotta dai naturali processo fisiologici, e irrobustisce le pareti cellulari, prevenendo fisiopatie quali la butteratura amara e il disseccamento del rachide. Il calcio inoltre equilibra il pH del terreno e dei substrati, eliminando i problemi dei suoli acidi. Il magnesio è un elemento essenziale per la vita delle piante, essendo il costituente centrale della clorofilla. La carenza di magnesio provoca gravi ingiallimenti delle foglie, a partire dal margine esterno, e fa diminuire drammaticamente le produzioni. Non va dimenticato che una buona disponibilità di magnesio aiuta nella prevenzione della clorosi ferrica.